Nedic (Iem): il futuro della promozione del vino tra tecnologia e ritorno alla socialità

La fondatrice, con Voglino, di Iem, leader storico nell’organizzazione eventi all’estero: “puntare su qualità per ripartire da settembre 2020”

Quando, tra qualche mese o tra qualche anno, ci guarderemo indietro, domandandoci come tutto è iniziato, forse ricorderemo come i primi segnali, da molti sottovalutati, della vastità della crisi sanitaria legata alla diffusione del Covid-19, siano arrivati dalle fiere internazionali del vino, che dopo una breve resistenza si sono trovate a dover annullare tutti gli eventi in programma nel 2020, piegate da una realtà che nelle settimane si è fatta sempre più tragica e globale, con il mondo intero in lockdown ed i confini tra i Paesi sigillati, come non si era mai visto prima, almeno non dal Secondo Dopoguerra. Dopo tre mesi, però, l’Italia prova a ripartire, anche quella del vino ovviamente, acquisendo fiducia ogni giorno che passa (corroborata dai dati che segnano un miglioramento continuo) ma senza mai perdere di vista l’obiettivo ultimo: tornare alla normalità. Che vuol dire prima di tutto sedersi al ristorante in tranquillità, e subito dopo tornare a viaggiare, a promuovere e vendere i vini tricolore in tutto il mondo. Certo, non sarà più lo stesso mondo, e, almeno per i primi tempi, non sarà nemmeno la stessa promozione, perché al di là della resilienza, qualcosa è destinato a cambiare, nel segno dell’innovazione, come racconta, a WineNews, Marina Nedic, alla guida, con Giancarlo Voglino, di Iem, leader storico nell’organizzazione degli eventi all’estero del vino Italiano.

Che, dopo lo stop forzato delle attività, scalda i motori in vista del ritorno sul campo, a cominciare dalle nuove date delle tappe del 2020 del tour “Simply Italian Great Wines” (22-24 settembre Europa, a Copenaghen e Varsavia, 29 settembre – 1 ottobre Russia, a Mosca e San Pietroburgo, 26-28 ottobre Usa, a New York e San Francisco, 24-30 novembre Asia e Australia, a Ho Chi MinhSingapore e Sidney), passando per un format tutto nuovo, ma già in gestazione da un po’, le “World Wine Web Masterclass”, che permettono di organizzare delle masterclass virtuali condotte da relatori locali esperti, che consentano ai produttori di promuoversi virtualmente ai professionisti della distribuzione, sommelier, buyer, giornalisti, influencer e consumatori. “Il Covid-19 è stato devastante da ogni punto di vista, specie da quello dei contatti umani, che rimangono difficili, perché si dovrà mantenere ancora per un po’ il distanziamento sociale, ed il contatto con chi vive lontano si fa difficile”, racconta Marina Nedic. “Per il nostro business è un bel danno: le grandi fiere sono state posticipate al 2021, ed anche i nostri eventi sono stati posticipati, quando possibile, all’autunno del 2020, o annullati quando non è stato possibile fare altrimenti.

Bisogna comunque andare avanti, costruire il futuro, che sarà sicuramente diverso, ancora incerto da ogni punto di vista, sia per i contatti che gli spostamenti, ma bisogna iniziare a costruirlo. Partendo – spiega, a WineNews, Marina Nedic – da un prodotto nuovo, ma fino ad un certo punto, perché avevamo già in mente di lanciarlo: le “World Wine Web Masterclass”, che hanno una serie di funzionalità che potranno essere usate anche quando il mondo riprenderà a socializzare ed a frequentarsi come una volta. È uno strumento fruibile adesso ma anche in futuro, laddove si voglia moltiplicare la presenza, anche digitale o virtuale, senza dover usare le risorse ed il tempo per
viaggiare. Il produttore si mette in contatto diretto con l’utente finale, nel nostro caso i trade del mondo del vino internazionale, che noi conosciamo bene dopo vent’anni che operiamo in questo settore. Si tratta di un trade che si aspetta questo tipo di cose da noi, ossia notizie dal mondo del vino italiano in diretta”.

Questo però non vuol certo dire superare il contatto umano, al contrario, “si tratta di uno strumento che si può usare in affiancamento alla presenza fisica. Credo – continua la fondatrice, insieme a Giancarlo Voglino, di Iem – che la socialità, la convivialità, il contatto, non potranno mai essere del tutto superati dalla tecnologia. Che, però, può aiutare a vivere in modo diverso la socialità nel prossimo futuro”. Ma sarà possibile tornare, nel 2020, ad avere eventi del vino in cui degustare il vino insieme ai produttori, al netto delle tante limitazioni che ci saranno da affrontare? “La seconda parte dell’anno è una sfida per il mondo e per il mondo del vino. Gli appuntamenti in Italia saranno fondamentali per ridare vitalità ad un settore che è stato molto colpito: rappresentano un momento in cui la convivialità e la socialità si potranno vivere di nuovo. Gli strumenti digitali e tecnologici sicuramente potranno supportare questi eventi, rappresentando – aggiunge Marina Nedic – un nuovo modo di vivere il mondo del vino, globalizzandolo ancora di più, anche in assenza dei viaggi. Per i nostri eventi, quelli dei “Simply Italian Great Wines”, per la seconda parte del 2020 sono in programma, ovviamente con le massime cautele e sperando di riuscire a viaggiare. Saranno organizzati seguendo tutte le nuove regole che verranno imposte per garantire la
massima sicurezza a chi partecipa, ma è importante riprendere questa socialità caratteristica del vino, perché è un piacere della vita, e come tale va condiviso”.

Ma eventi e promozione del vino, cambieranno davvero volto a medio termine, e come? “Sarà un futuro diverso da quello che ci avrebbe riservato un andamento normale, e quindi senza l’impatto del Covid-19, ma credo che si procederà a piccoli passi verso la socialità, verso la possibilità di ritrovarsi, di interagire di persona, con l’uso della tecnologia ad affiancare questo cambiamento, che ci consentirà di lavorare al meglio sia nel breve che nel medio e lungo periodo. Sicuramente gli eventi che si faranno in autunno 2020 e nei prossimi mesi saranno più piccoli e più mirati, si punterà maggiormente sulla qualità – conclude Marina Nedic – degli interlocutori, che diventa essenziale in un contesto in cui bisogna selezionarne al massimo 15-20 anziché 100, per cui la qualità sarà fondamentale”.

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